Il mio 2025 è iniziato due volte: a marzo, quando ho messo giù la direzione aprendo il blog, e a maggio, quando ho iniziato davvero a pubblicare con continuità.
In pochi mesi ho scritto tanto, sì. Ma il punto non sono gli articoli: è il filo che li tiene insieme.
Ho messo in fila un’idea precisa, semplice e scomoda: meno retorica, più responsabilità; meno emergenza “a sorpresa”, più prevenzione quotidiana.
Questo blog è nato da una sensazione che mi portavo dietro da tempo: in Italia si parla tantissimo di rischio, ma spesso lo si fa quando è già tardi, quando fa rumore, quando diventa notizia.
E la prevenzione resta lì: considerata giusta, ma opzionale. Importante, però sempre “dopo”.
E qui devo dirlo chiaramente: gran parte di questo percorso si regge su una comunità che considero fondamentale e che troppo spesso viene chiamata in causa solo quando c’è da correre — il volontariato di protezione civile.
Molti di voi il territorio lo vivono davvero: non per sentito dire, ma perché lo attraversano, lo presidiano, lo conoscono. Siete quelli che arrivano quando serve, ma siete anche quelli che vedono prima i segnali: il fosso che non scarica, il tratto di argine che cede, la frana che “si muove”, il bosco che cambia, il quartiere che diventa più fragile.
Il punto è proprio questo: il volontariato non è solo braccia in emergenza. Può essere — quando è formato, tutelato, riconosciuto e coinvolto nel modo giusto — una parte vera della prevenzione.
Io non ho la presunzione di risolvere problemi enormi con un post.
Ho però una convinzione forte: se non rimettiamo al centro manutenzione, pianificazione, formazione, regole chiare e cultura del rischio, continueremo a rincorrere. E rincorrendo si perde.
Quello che trovi qui non è una “nuova battaglia”: è un bilancio del lavoro fatto sul blog. E un grazie vero a chi ha letto, commentato, discusso, anche criticando. Perché quando c’è confronto, c’è vita. E quando c’è vita, si può migliorare.
Due numeri che, nel bene e nel male, dicono tanto:
- 122 articoli pubblicati
- una community che oggi è più di 8.700 persone
Per questo ho deciso di rendere tutto più utile e più leggibile: sotto trovi la rendicontazione in forma pratica, un indice per temi con tutti i titoli. Se ti sei perso qualcosa, lo ritrovi in un attimo. Se vuoi approfondire un argomento, hai già la strada pronta.
E una cosa sola, chiara: questo non è un punto di arrivo.
È un punto di ordine.
Nei prossimi giorni pubblicherò anche la “prospettiva 2026”: non promesse, ma una direzione. Il libro che sto scrivendo, la petizione che entrerà nella fase operativa, e incontri che voglio trasformare in progetti concreti, insieme a chi avrà voglia di costruire.
Intanto, ecco l’indice.
Visione, cultura del rischio e comunicazione (34)
- Adattamento e Resilienza: la lezione dei macachi giapponesi e il potenziale umano
- La percezione del rischio e la responsabilità dei cittadini nella cura del territorio
- Ogni inizio porta con sé una domanda: dove vogliamo arrivare?
- Cercare la verità è più importante che possederla
- Le idee sono arrivate ai tavoli. Ora devono scendere nei territori.
- CHI DIFENDE IL PAESE NON PUÒ ESSERE PROCESSATO
- PROTEZIONE CIVILE: SE IL RISCHIO È IGNORATO, NON SERVE LA PREVISIONE
- Il sistema di protezione civile è come un albero
- La Forza della Resilienza: Un Viaggio di Vita
- Prevenire e agire: una nuova visione per la Protezione civile
- Se bastasse una previsione meteo per risolvere tutti i problemi sul territorio, la Protezione Civile non servirebbe più.
- La Protezione Civile non si fa col meteo in mano. Si fa con responsabilità, pianificazione e competenza.
- Protezione Civile: perché è nata, cosa significa davvero e dove dobbiamo andare
- Il Prefetto nella protezione civile: un attore chiave che non si vede, ma che fa la differenza
- La Protezione Civile è un costo o un investimento?
- Perché la Protezione Civile non è uguale in tutte le Regioni
- Oltre l’emergenza: il coraggio di costruire un sistema
- Prevenzione non strutturale: la forza invisibile che salva vite
- I disastri non sono naturali: cambiare linguaggio per cambiare approccio
- PROTEZIONE CIVILE: SISTEMA O CONFUSIONE? È ORA DI RIPARTIRE DALLE BASI
- “Oltre il presente – Ripensare la Protezione Civile”
- Gli Inca, i Romani e noi: ma chi ha davvero imparato a governare il territorio?
- Social media e maltempo: tra protagonismo, responsabilità e cultura del rischio
- L’incertezza non si elimina, si governa
- Pianificazione di protezione civile: non è carta, è capacità di decidere
- Rimettere in carreggiata un gruppo di Protezione Civile: quando serve leadership, non burocrazia
- Donne in protezione civile: un valore che rafforza il sistema
- Parole che muovono le persone
- Servizio civile obbligatorio
- Autoprotezione non è “fai da te”: perché confondere i ruoli è pericoloso
- Protezione civile: molto più di quello che vediamo quando succede un disastro
- LA SICUREZZA NON CADE DAL CIELO, SI COSTRUISCE A TERRA
- Cos’è davvero la protezione civile?
- L’odio nelle piazze e la responsabilità che manca
Clima, ambiente e risorse (10)
- Formazione, Transizione Ecologica e Protezione Civile: il Laboratorio di Ricerca per un Nuovo Modello di Prevenzione
- Clima, Ambiente e Protezione Civile: un approccio pragmatico per costruire il futuro
- È colpa del termometro se ho la febbre?
- Auto elettriche per noi, carri armati a gasolio per loro: il paradosso della CO₂
- Se oggi piove (e nevica), perché continuiamo a parlare solo di siccità?
- Green Deal: il tempo della narrazione sta finendo. Ora servono verità scomode e scelte concrete
- A furia di parlare di clima, ci siamo dimenticati della Terra
- Ondate di calore: i piani di emergenza devono cambiare passo
- Clima, meteo e realtà: torniamo coi piedi per terra
- Acqua: l’Italia affoga nelle emergenze, ma basta guardare i numeri per capire che il problema è un altro
Allerte, meteo e allertamento (9)
- Valanga al Passo Giau: quando le allerte non bastano a salvare vite
- Bollettino meteo e allerta di protezione civile: due cose diverse, non confondiamole
- PERCHÉ ESISTONO I LIVELLI DI ALLERTA E LE FASI OPERATIVE? FACCIAMO CHIAREZZA.
- PROTEZIONE CIVILE: SE IL RISCHIO È IGNORATO, NON SERVE LA PREVISIONE
- Se bastasse una previsione meteo per risolvere tutti i problemi sul territorio, la Protezione Civile non servirebbe più.
- La Protezione Civile non si fa col meteo in mano. Si fa con responsabilità, pianificazione e competenza.
- Social media e maltempo: tra protagonismo, responsabilità e cultura del rischio
- DAL COLORE ALL’AZIONE: COME FUNZIONA DAVVERO IL SISTEMA DI ALLERTAMENTO IN ITALIA
- PROTEZIONE CIVILE: SE IL RISCHIO È IGNORATO, NON SERVE LA PREVISIONE
Sindaci, Comuni e governance (12)
- Comuni e Sindaci: la resilienza come responsabilità amministrativa
- IL SINDACO È PROTEZIONE CIVILE: CONOSCERE IL RISCHIO PER GOVERNARE IL TERRITORIO
- “Autorità di protezione civile”: cosa significa davvero?
- Emergenze e inchieste: cosa rischia davvero un sindaco
- La Protezione Civile è una funzione fondamentale del Comune: …ra gruppo comunale, associazione locale e associazione nazionale
- Il Piano di Protezione Civile Comunale: lo strumento che governa il rischio e orienta le scelte amministrative
- Province e Città Metropolitane nella protezione civile: enti di area vasta, ruoli su delega
- Disabilità e protezione civile: il decreto c’è, ma la differenza la fa il Comune
- Essere autorità di protezione civile: che cosa significa davvero
- Lettera aperta ai nuovi assessori alla Protezione Civile
- Quando Comune e volontari si scontrano: il vero problema non è la politica, ma la mancanza di regole chiare
- Le aree di emergenza: cosa sono, dove devono stare e perché fanno la differenza quando serve davvero
Pianificazione e strumenti operativi (8)
- Prevenire e agire: una nuova visione per la Protezione civile
- Il Piano di Protezione Civile Comunale: lo strumento che governa il rischio e orienta le scelte amministrative
- Ondate di calore: i piani di emergenza devono cambiare passo
- Metodo Augustus e Direttiva 2021: due facce della stessa responsabilità
- Pianificazione di protezione civile: non è carta, è capacità di decidere
- Servizio di Immersione Reale (SIR)
- Dalla carta alla realtà: come capire se una piattaforma digitale serve davvero al Piano di Protezione Civile del Comune
- Le aree di emergenza: cosa sono, dove devono stare e perché fanno la differenza quando serve davvero
Volontariato, formazione, sicurezza e diritti (35)
- Volontari di protezione civile: non chiamateli angeli del fango
- Volontari di Protezione Civile: il valore di un impegno consapevole
- Il Gruppo Comunale di Protezione Civile: cittadini al servizio del proprio territorio
- Volontari di protezione civile: attivarli è un dovere, non una scelta
- Volontari e viabilità nelle gare ciclistiche: cosa prevede davvero la normativa
- La sicurezza dei volontari di protezione civile
- Volontari di protezione civile: come si diventa davvero operativi
- Volontari di Protezione Civile e servizi di ‘security’: chiarire i limiti per evitare equivoci e rischi
- Protezione Civile: cosa vuol dire davvero essere volontari oggi
- Ruolo, sicurezza e funzioni del volontariato di protezione civile: guida normativa 2025
- Il volontariato di protezione civile non può svolgere attività di parcheggio o regolazione del traffico: facciamo chiarezza
- Attivazioni di protezione civile: cosa sono, cosa significano e chi le può fare
- Volontari di Protezione Civile: non retribuiti, ma con diritti precisi
- Articolo 19 del Codice del Terzo Settore: come funziona davvero il riconoscimento delle competenze nel volontariato
- La politica che manca: riscoprire la polis attraverso il volontariato di protezione civile
- Volontari di Protezione Civile: cosa è cambiato davvero tra sicurezza, formazione e compiti
- Giovani e Protezione Civile: conoscere per proteggere (e per non improvvisare)
- Donne in protezione civile: un valore che rafforza il sistema
- Servizio civile obbligatorio
- Rimettere in carreggiata un gruppo di Protezione Civile: quando serve leadership, non burocrazia
- Quando Comune e volontari si scontrano: il vero problema non è la politica, ma la mancanza di regole chiare
- (e tutti gli altri titoli volontariato presenti nel blog, raccolti qui sopra)
Territorio, dissesto e manutenzione (5)
- La percezione del rischio e la responsabilità dei cittadini nella cura del territorio
- A furia di parlare di clima, ci siamo dimenticati della Terra
- Servono strategie per gestire il rischio idraulico.
- PROTEZIONE CIVILE: SE IL RISCHIO È IGNORATO, NON SERVE LA PREVISIONE
- LA SICUREZZA NON CADE DAL CIELO, SI COSTRUISCE A TERRA
Norme e riforme del sistema (6)
- Le leggi regionali sulla protezione civile: tra buone intenzioni e realtà operative
- Protezione Civile: cosa cambia davvero tra DL 1/2018 e DL 4/2020
- Cosa prevede la Direttiva 30 aprile 2021 sui piani di protezione civile
- Metodo Augustus e Direttiva 2021: due facce della stessa responsabilità
- Come funziona il Meccanismo unionale di protezione civile europea
- Disabilità e protezione civile: il decreto c’è, ma la differenza la fa il Comune
Casi studio ed emergenze (3)
- Gestire le macerie dopo un terremoto: essere pronti significa evitare caos e rischi
- Gestione dei rifiuti in emergenza: quando la chiarezza dei ruoli fa davvero la differenza
- Prato, un anno e mezzo dopo: il tempo delle scuse è finito
Se vuoi usare questa pagina come “mappa”, salva il link e torna quando ti serve.
Chiara Garbin
www.chiaragarbin.it

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