Una proposta aperta al confronto: quattro ore per conoscere il ruolo che la legge già assegna a ogni sindaco.

Negli anni mi sono convinta che molte difficoltà non nascano dalla mancanza di norme, ma dalla scarsa conoscenza del ruolo prima che arrivi l’emergenza.

Il D.Lgs. 1/2018 è chiaro: i Sindaci e i Sindaci metropolitani sono, per legge, autorità territoriali di protezione civile (art. 3, comma 1, lett. c). L’art. 6 attribuisce loro responsabilità precise: recepire gli indirizzi nazionali, promuovere e coordinare le attività di previsione e prevenzione, destinare risorse, organizzare le strutture competenti.

A questa funzione, attribuita per legge con l’assunzione dell’incarico, non corrisponde però alcun obbligo formativo minimo. Nessuno verifica preventivamente se chi assume il ruolo conosca davvero cosa questo comporta.

Ed è qui che nasce una domanda che vale la pena porre apertamente.

La proposta che sto valutando è semplice: un percorso minimo di quattro ore, obbligatorio per chi assume funzioni di governo del territorio, incentrato su quattro nodi essenziali — il ruolo di autorità territoriale, la differenza tra previsione, allerta e valutazione del rischio locale, la lettura del Piano di protezione civile, la decisione e la comunicazione in emergenza. Con una verifica finale che non chiede di ricordare articoli di legge, ma di riconoscere le informazioni giuste e sapere a chi rivolgersi.

Non si tratta di trasformare un sindaco in un tecnico di Protezione Civile. Si tratta di chiedere che chi è chiamato dalla legge ad assumere decisioni conosca almeno il significato del ruolo che esercita.

Il confronto è aperto

Prima di portare questa idea a un livello istituzionale, credo sia giusto misurarla con chi la Protezione civile la vive da prospettive diverse — amministratori, tecnici, volontari, cittadini. Alcune domande precise, non un generico “cosa ne pensate”:

Dovrebbe esistere una formazione minima obbligatoria per sindaci e amministratori?

Quattro ore possono essere sufficienti per le conoscenze essenziali, o ne servirebbero di più?

Quali argomenti non dovrebbero assolutamente mancare?

Dovrebbe esserci una verifica finale, oppure basterebbe la frequenza?

Questa formazione dovrebbe riguardare solo i sindaci, o anche assessori e consiglieri con deleghe specifiche?

Se una funzione comporta responsabilità così rilevanti, è accettabile che la conoscenza minima necessaria per esercitarla resti affidata alla buona volontà del singolo amministratore?

Lascio la discussione aperta nei commenti. Non delegare. Non improvvisare. Conoscere per decidere.

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One response

  1. Largomento è molto ampio, ci sarebbe da discutere per tanto tempo.
    Però come tutte le cose, si va per cominciare.
    Dopo aver conosciuto il Ministro Zamberletti in Friuli, sono stato in due gruppi di Protezione Civile, fin che non mi hanno stufato dal non far niente, o fare cose insignificanti.
    Ora la faccio da privato, senza chidere a nessuno, aiuto la dove posso, intervengo con il maltempo a liberare le strade, quel che basta a lascir passare le ambulanze e i soccorsi, ecc.
    Mi picerebbe far parte di un gruppo che funziona, per il momento ho trovato solo ronfa malcontento e ho visto gente ad andarsene.
    Forse c’è da rivedere alcune cose.
    Comunque io continuo a fare quello che posso la dove serve

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