Inquadramento semplice

Il Dipartimento della Protezione Civile ha aggiornato due parti importanti del decreto del 2012 e ha cancellato quello del 2013. Parliamo degli “allegati” che definiscono gli scenari in cui si può intervenire, i compiti del volontariato e i controlli sanitari per chi opera. È il decreto del 24 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 ottobre 2025. In pratica: mette ordine dopo più di dieci anni e allinea tutto al Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018).

Cosa introduce davvero

Primo, gli scenari di rischio vengono aggiornati e resi uguali in tutta Italia: non solo alluvioni, frane e terremoti, ma anche rischi tecnologici e sanitari, oltre ai grandi eventi che richiedono supporto organizzativo.
Secondo, vengono chiariti i compiti che il volontariato può svolgere. Tra questi c’è scritto in modo esplicito il presidio e il monitoraggio del territorio, l’informazione e l’assistenza alla popolazione, il supporto alle sale operative, le evacuazioni, la logistica, le telecomunicazioni, l’AIB, la ricerca persone, la tutela dei beni culturali, la gestione tecnica e la pianificazione.
Terzo, vengono fissate regole semplici per la sicurezza sanitaria: visita medica e vaccinazioni con cadenze precise (ogni 5 anni sotto i 60 anni, ogni 2 anni dai 60 in su), controlli a campione e sospensione dalle attività operative se non si è in regola. I volontari AIB già idonei “fronte fuoco” seguono le regole specifiche dell’accordo 2002.

Il cambio di passo: la prevenzione diventa lavoro “vero”

La novità più importante è culturale: la protezione civile non è solo chi interviene quando c’è l’emergenza. Il decreto riconosce che il volontariato può lavorare anche prima, con attività di presidio e monitoraggio dei punti critici (argini, alvei, versanti, sottopassi), con esercitazioni e informazione alla popolazione. È la strada della prevenzione: conoscere il territorio, segnalare per tempo le criticità, ridurre i danni.

Collegamento con la legge sulle responsabilità

Qualche settimana prima è arrivata la Legge 118/2025 (conversione del DL 95/2025) che ha chiarito un punto chiave: volontari e coordinatori comunali non sono “datori di lavoro” o “dirigenti” ai fini del D.Lgs. 81/2008. Quella legge dice chi risponde di cosa. Il decreto del 24 luglio 2025, invece, dice come si lavora: in quali scenari, con quali compiti e con quali requisiti. Insieme rendono il sistema più chiaro e più giusto.

Il punto sulla salute e sicurezza

La tutela del volontario diventa un requisito operativo, non un dettaglio. Ogni organizzazione deve tenere traccia dei controlli sanitari, aggiornare gli elenchi, consegnare DPI idonei e formare le persone per l’uso corretto delle attrezzature. Senza questi elementi, non si può essere impiegati sul campo. In parole semplici: prima si protegge chi protegge.

Cosa manca ancora per farlo funzionare bene

Servono accordi pratici tra Regioni, ULSS e Comuni per organizzare le visite mediche e chiarire chi copre i costi. Vanno definiti in modo uniforme i percorsi formativi e le abilitazioni, così da evitare differenze tra territori. I gruppi comunali vanno messi nelle condizioni di rispettare gli stessi standard delle associazioni iscritte, anche sul piano delle risorse. Il monitoraggio del territorio deve entrare stabilmente nei piani comunali, con turni, schede semplici e canali chiari verso i COC.

In sintesi

Il decreto del 24 luglio 2025 porta la protezione civile in un’epoca più moderna: regole uguali per tutti, compiti chiari, prevenzione riconosciuta e volontari tutelati. La legge 118/2025 ha fatto pulizia sulle responsabilità, questo decreto dà gli strumenti per lavorare bene. Adesso tocca agli enti e alle organizzazioni trasformare queste regole in pratica quotidiana: formazione vera, DPI adeguati, controlli sanitari fatti, monitoraggi programmati. È così che si passa dall’emergenza alla prevenzione, e si dà più sicurezza a tutti.

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8 Responses

  1. Visite mediche effettuate dal proprio medico di base, è l’ unico che conosce realmente la tua situazione fisica.

    • Sono d’accordo!!…la ns Regione Veneto deve emettere SUBITO le direttive sanitarie, su cosa,come e quando…,

      • Le visite mediche si possono fare anche da medico del lavoro visto che la Polizia Locale li chiama per i suoi agenti, ma soprattutto i coordinatori possono creare una scheda medica che ogni volontario deve tenersi sempre con se quando esce in emergenza, inserendo vaccinazioni, malattie infettive, tel. medico di base, medicine e gruppo sanguineo, ecc. ecc. rispettando la pravacy del volontario.

  2. Buongiorno Chiara.
    Sono un volontario formatore certificato dalla Reg.Lazio.
    Da una lettura del nuovo allegato 1 ( compiti dei volontari) di cui al DCPC del 24/7us, non vengono esplicitamente riportati, salvo mio errore o disguido, i seguenti compiti
    – Assistenza sanitaria;
    – attivita’ formative;
    – attivita’ cinofile.
    Secondo te e’ un errore materiale, una dimenticanza od altro ?
    Grazie

  3. Buonasera Chiara i Volontari di protezione civile, devono avere un ruolo fondamentale anche con la sicurezza stradale ,portando i Volontari a essere più presenti sul proprio territorio dando quella sicurezza che molti nella protezione civile non rilevano.tutto questo con adeguati corsi e,supportati dalle forze dell’ ordine Renderebbe il Volontario più Completo grazie

    • Salve! Non é compito dei Volontari la Gestione Viabilitá…lasciamo le Palette alle Forze dell’Ordine.

  4. Ciao
    sono un volontario di un comune lombardo.
    Abbiamo fatto il controllo per es degli argini dei nostri fiumiciattoli.
    Fatto decine di segnalazioni, tipo piante che stanno per caderci dentro e fare da diga naturale.
    Il problema, che non capisco, è che poi nessuno interviene non si sà di chi è la competenza dell’intervento
    A noi dicono che non possiamo intervenire perchè la ” proprietà” è dei consorsi irrigui.
    sta di fatto che nessuno interviene
    scappa un pò la voglia

    • Buongiorno Roberto, per il reticolo idrico minore la responsabilità è del Comune o se convenzionato, il consorzio di bonifica, da non confondere con quello irriguo.

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