Negli ultimi mesi sono arrivati due segnali importanti per chi opera nel sistema di Protezione Civile. Il primo è diventato legge: il DL 95/2025, convertito nella Legge 118/2025. Il secondo è il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri n. 147 del 28 ottobre 2025, che introduce il principio della punibilità solo per colpa grave nelle attività di gestione e superamento delle emergenze. Due percorsi diversi ma con una direzione comune: più chiarezza sulle responsabilità, più tutela per chi decide e agisce.

Volontari e coordinatori: fine dell’equiparazione al datore di lavoro

La legge chiarisce in modo definitivo che i volontari e i coordinatori comunali di protezione civile non sono assimilati ai datori di lavoro o ai dirigenti per le responsabilità previste dal D.Lgs. 81/2008. Significa che chi coordina un gruppo comunale o svolge attività di volontariato non viene più trattato come il capo di un’azienda. È una norma di interpretazione autentica: spiega come la regola andava già letta e vale anche per il passato. Si chiude così un equivoco che ha generato ansia, contenziosi e una gestione spesso difensiva.

Cosa resta in capo alle organizzazioni

La tutela non è un “liberi tutti”. Le organizzazioni e i gruppi comunali devono continuare a garantire formazione, informazione, addestramento pratico e dotazione di DPI adeguati ai rischi. Quando necessario, devono attivare il controllo o la sorveglianza sanitaria, con criteri chiari e documentati. Ai volontari resta il dovere di usare correttamente i DPI, seguire le procedure e prendersi cura della propria e dell’altrui sicurezza. Se qualcuno ignora consapevolmente le regole o si comporta in modo gravemente imprudente, la responsabilità personale rimane.

Sindaci e apparato pubblico: il quadro che si completa

La conversione del DL 95/2025 ha risolto il nodo dei volontari e dei coordinatori comunali. Il tema dei Sindaci e di chi decide in emergenza viene affrontato dal DDL del Governo: la punibilità solo per colpa grave e l’attenzione al contesto operativo (urgenza, risorse, informazioni disponibili) riconoscono la particolarità delle decisioni prese sotto pressione. Non è una licenza di sbagliare: significa giudicare i fatti per ciò che sono, alla luce di piani, procedure e raccomandazioni ufficiali.

Cosa cambia davvero sul campo

Scompare la paura di essere trattati come datori di lavoro quando si fa volontariato o si coordina un gruppo comunale. Cresce la dignità del ruolo, perché la legge riconosce la specificità della protezione civile. Diventano centrali la tracciabilità della formazione, l’uso corretto dei DPI e la documentazione essenziale di ciò che si fa: briefing, ordini di servizio, registri di addestramento, decisioni motivate. Questo è ciò che fa la differenza tra una norma che resta sulla carta e una sicurezza che funziona davvero.

Gruppi comunali e libere associazioni: cosa è uguale e cosa no

Sul piano della tutela minima la direzione è chiara: standard di sicurezza e formazione valgono per tutti i soggetti organizzati e iscritti all’elenco nazionale. Non significa però che sul territorio ci sia già parità di mezzi. Dotazioni, rimborsi, visite mediche e logistica dipendono ancora da scelte regionali e comunali. Qui si gioca la partita dell’equità: servono criteri omogenei e impegni economici stabili.

Cosa manca adesso

Mancano indicazioni operative semplici e uniformi per applicare la legge allo stesso modo in tutte le regioni. Serve chiarire come distinguere correttamente controllo sanitario e sorveglianza sanitaria, senza medicalizzare tutto né lasciare buchi. Servono protocolli chiari con le ULSS per visite e idoneità. Serve una formazione standardizzata e tracciabile, con attestati verificabili e aggiornamenti periodici. Servono risorse dedicate per DPI, addestramenti e costi sanitari. Senza questi passi, il rischio è tornare alla burocrazia difensiva o alle interpretazioni a macchia di leopardo.

In sintesi

La Legge 118/2025 mette ordine: protegge i volontari e i coordinatori comunali, delimita le responsabilità e chiede serietà alle organizzazioni. Il DDL del Governo completa il quadro per chi decide in emergenza, spostando l’asticella sulla colpa grave e sul rispetto delle procedure. Ora bisogna trasformare tutto questo in pratica quotidiana: piani aggiornati, formazione vera, DPI adeguati e decisioni tracciate. È così che una norma diventa sicurezza, e la protezione civile diventa più solida, moderna e rispettata.

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6 Responses

  1. Ottima legge! Per quanto riguarda le pari opportunità, e per chi è discriminato proprio come me, che sono un tetraparesi spastico di 75%, perche non mi hanno fatto fare tutti i corsi per la protezione civile, c’è una legge e responsabilità?

    • Va bene andiamo avanti. Più informazioni, corsi sulla sicurezza. Per i DPI bisogna organizzare anche per Regione una sola divisa e non gli arlecchini dell’emergenza anche se lo facciamo con il cuore. Siamo nel 2025 quasi 2026 ed e mai possibile che le regioni (non tutte) divise per provincia non hanno una frequenza per copertura radio e per informare. E cosa importante dare hai volontari punti di credito quando sono attivati su emergenze ho attività addestrative, scuola e monitoraggio del territorio. Sono ancora tanto le cose da vedere. Un po’ alla volta certo ma bisogna dare qualcosa hai giovani per invogliare.

  2. E’ un grande passo in avanti, che va mantenuto e completato , negli aspetti che non sono ancora univoci per tutte le associazioni presenti , nelle diverse aree regionali

  3. Forse sarò l’unico, ma trovo l’interpretazione autentica (cioè l’emendamento salva volontari), non definitivo, non risolutivo, ridondante e pericoloso. Certo rinforza il concetto (già scritto in norma peraltro) che il verice associativo non vada assimilato al datore di lavoro, ma il d.lgs n.81/2008 e smi è talmente complesso da non mettere al sicuro le stesse figure che si intenderebbe qui smarcare da responsabilità dirette… basta l’articolo 299 a rimettere tutto in gioco da zero… ci servirebbe in realtà una norma ad hoc, semplice e diretta. Le semplici associazioni valontario=lavoratore autonomo o presidente=non datore di lavoro non bastano.
    Vi invito a leggere questo mio approfondimento e magari a parlarne su qualche tavolo romano.
    https://www.linkedin.com/pulse/la-nuova-norma-salva-volontari-sar%C3%A0-veramente-nicola-angelini-l9quc/?trackingId=TBuEg0ZtQeWYQXP0mTt3cg%3D%3D

  4. Finalmente ! Qualcuno/a che parla chiaramente la mia lingua ! Complimenti per il sito e gli argomenti trattatati. iniziai 45 anni fa ero a Muro Lucano/Bella in occasione del pesantissimo sisma, anche se la Protezione Civile ancora non esisteva non si poteva stare fermi, ecc. ecc. Poi sai che la provincia di Modena dove abito, non si fa mancare niente. Avanti cosi e sicuramente ti seguirò e ti raccomanderò agli amici volontari e amministratori. Grazie !

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