Cari futuri assessori alla Protezione Civile,

tra poco vi verrà affidata una delega che, spesso, viene considerata “di nicchia”.
In realtà riguarda la vita quotidiana di tutti: la strada sotto casa, la scuola dei figli, la collina dietro il paese, le campagne che si allagano, i quartieri che si scaldano d’estate.

Questa lettera nasce da chi la protezione civile la vive da anni, e da tante voci che si sono unite in questi mesi: volontari, amministratori, cittadini.
È, in fondo, un grido gentile ma ostinato: prendete sul serio questa delega.

Non solo sirene e alluvioni

Per troppi anni la protezione civile è stata raccontata quasi solo così: elicotteri, colonne di mezzi, “angeli del fango” dopo l’ennesima tragedia.

Ma la protezione civile vera inizia molto prima:

  • quando si decide se costruire o no in una certa zona;
  • quando si pulisce o si lascia tappato un tombino;
  • quando si spiega a un cittadino cosa fare se scatta un’allerta;
  • quando si ascoltano i volontari e non li si chiama solo “a disastro avvenuto”.

Il punto è semplice: la protezione civile non è il giorno della piena, è i 364 giorni prima.

Il grido silenzioso dei volontari

Negli ultimi anni ho letto, ascoltato, raccolto centinaia di messaggi.
Dentro c’è una miscela di orgoglio, stanchezza e, a volte, amarezza.

Volontari che dicono:
“Vorrei solo andare ad aiutare, ma mi tengono fermo.”
“Mi chiamano eroe sui social, ma quando chiedo formazione, sicurezza, chiarezza… silenzio.”

Spesso mancano cose semplici:

  • un grazie detto bene e messo nero su bianco;
  • regole chiare su cosa possono fare e cosa no;
  • un po’ di ascolto quando segnalano criticità sul territorio;
  • la sensazione di essere parte di un disegno, non un tappabuchi.

Non chiedono medaglie: chiedono rispetto, tutela e visione.

Prevenzione: la scelta più coraggiosa

La prevenzione non è uno slogan, è una scelta di governo.
Vuol dire:

  • spendere prima per evitare danni dopo;
  • preferire cento piccoli interventi di manutenzione a un solo grande taglio di nastro;
  • fare scelte anche impopolari, quando serve dire dei no dove per anni si è detto sempre sì.

La verità è dura ma semplice:
se un territorio è lasciato senza cura, la prima alluvione non è una sorpresa, è un appuntamento.

Cosa ci aspettiamo da voi (in parole semplici)

Chi vive la protezione civile ogni giorno non si aspetta miracoli, ma alcuni gesti chiari sì.
Ve ne propongo quattro, detti senza tecnicismi:

  • Mettere la prevenzione al centro, anche nel bilancio.
    Non solo grandi opere, ma manutenzione diffusa: fossi, argini, versanti, tombini, scuole sicure.
  • Ascoltare volontari e tecnici sul serio.
    Incontrarli non solo nelle cerimonie, ma nei tavoli dove si decidono regole e programmi.
    Chiedere loro cosa non funziona, prima che esploda nell’ennesima emergenza.
  • Parlare chiaro ai cittadini.
    Spiegare cos’è un’allerta, cosa cambia tra gialla, arancione e rossa, cosa ognuno deve fare nel proprio comune.
    Meno slogan, più frasi semplici: “Se succede questo, tu fai questo”.
  • Rendere conto ogni anno di cosa avete fatto prima delle piogge.
    Non solo conferenze stampa a evento finito, ma un appuntamento fisso:
    “Ecco come abbiamo curato il territorio quest’anno, e cosa manca ancora da fare”.

Un nuovo patto con chi ci mette tempo, testa e divisa

Veneto, Puglia, Campania sono tre regioni diverse, ma su un punto si assomigliano:
la gente è stanca di sentir parlare solo di “eventi eccezionali” e “cambiamento climatico” quando casa sua è sotto acqua o sotto fango.

I cittadini chiedono un’altra cosa: vedere che qualcuno, prima, ci ha provato davvero a ridurre quel rischio.
Che i volontari non siano lasciati soli, che i sindaci non siano scaricati di responsabilità e poi dimenticati, che le competenze non vengano messe all’angolo.

Voi potete scegliere se la protezione civile sarà:

  • una delega “da emergenza”, buona solo per le foto nei giorni del disastro,
    oppure
  • la linea guida delle vostre politiche sul territorio, dall’urbanistica alla scuola.

La sfida che vi propongo

Non vi chiedo di promettere che non ci saranno più alluvioni, frane o incendi.
Questo nessuno può garantirlo.

Vi chiedo una promessa diversa, molto più concreta:
che nessun evento trovi la vostra Regione impreparata per disattenzione, rassegnazione o paura di decidere.

Se sceglierete questa strada, troverete una comunità pronta a lavorare con voi:

  • volontari che vogliono essere parte della soluzione;
  • tecnici che hanno idee e proposte da anni;
  • cittadini che, se coinvolti e formati, sanno fare la loro parte.

Io sarò tra queste persone.
E userò, come ho sempre fatto, competenza e libertà di parola per costruire, criticare quando serve e proporre strade nuove.

Perché la protezione civile non è solo la mia passione:
è il modo in cui immagino il futuro di questo Paese.

Chiara Garbin
insieme a tanti volontari, amministratori e cittadini
che ogni giorno ci mettono tempo, testa e divisa.

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12 Responses

  1. Hai detto le cose giuste, speriamo che ti ascoltino grazie mille buona giornata e buon lavoro

    • Grazie Maurizio, davvero.
      Ho scritto quello che vedo e vivo da anni, adesso – come dici tu – serve che chi decide abbia il coraggio di ascoltare.
      Il sostegno di persone come te è la spinta per andare avanti in questa direzione.

      • Ciao Chiara ho letto con attenzione la tua lettera indirizzata ai nuovi assessori delle tre regioni freschi di elezioni. Condivido al 1000% quello che hai scritto.
        Vorrei proporti questa cosa: la lettera rivista da te ed indirizzata ai Sindaci di tutti iComuni d’italia.
        E poi una volta rivisitata e mandata ai tuoi follower, questi si impegnino a trasmetterla al proprio Sindaco verificandone la protocollazione con la richiesta di una lettura non solo in Giunta ma anche in consiglio Comunale.

        Grazie per la tua professionalità e il grande contributo che dai alla immensa famiglia del volontariato di Protezione civile

  2. Ciaoo Cara Chiara bellissima lettera e i 4 punti importanti da te elencati..spero di cuore che chi i futuri responsabili della nostra P.C prendono in considerazione questa tua lettera specialmente i 4 punti che tu ben spieghi specialmente per la prevenzione…se i futuri responsabili di P.C . leggono la tua lettera è un buon inizio per loro per noi volontari e per tutta la comunità grazie Chiara.

    • Ciao Roberto, grazie di cuore per le tue parole 💛
      I 4 punti sono proprio il cuore della lettera: se i futuri responsabili di protezione civile li prendono davvero in considerazione, per la prevenzione e per il territorio, per noi volontari e per le comunità può iniziare una stagione diversa.
      Continuerò a insistere perché vengano ascoltati anche grazie a chi, come te, li sostiene apertamente.

      • Chiara lo sento un dovere di volontario sostenere ed esprimere i miei Umili pensieri fin ora ho sempre seguito i tuoi spunti ma la tua lettera e il Top perché stai spronato i futuri responsabili di queste 3 Regioni a prendete in considerazione i tuoi 4 punti fondamentali quindi avanti tutta grazie mille Chiara per quello che metti a disposizione per tutti noi volontari …grazie di ❤️

  3. Complementi Chiara da ex coordinatore pc fatto x 25 anni finalmente si e scritto quello che da anni si cercava di dire e che qualche sindaco faceva il sordo solo perchè se no si sentiva scavalcato da dei semplici volontari.Mi auguro che la cosa venga presa seriamente una volta per tutte.
    Grazie Chiara x quello che fai
    un Ex coordinatore Prot Civile Comunale
    ciao e BUON LAVORO

    • Andrea, grazie infinite, soprattutto per la tua esperienza di 25 anni come coordinatore di protezione civile.
      So bene cosa vuol dire sentirsi “semplici volontari” quando invece si hanno competenze e visione sul campo.
      Questa lettera nasce proprio da quello che tu dici: mettere nero su bianco ciò che i volontari ripetono da anni e che troppo spesso non è stato ascoltato.
      Mi auguro anche io che, una volta per tutte, venga presa sul serio. Grazie per quello che hai fatto e che continui a fare.

  4. Lettera che condivido in pieno e che dovrebbe essere inviata a tutti gli amministratori pubblici a partire dai singoli Comuni

    • Grazie Dario, sono d’accordo con te.
      Questa lettera ha senso solo se arriva davvero a chi amministra, a partire dai singoli Comuni.
      Sto già lavorando perché venga condivisa con il maggior numero possibile di amministratori: se vorrai farla circolare anche tu nel tuo territorio, sarà un aiuto importantissimo.

    • Grazie Leonardo, davvero.
      Sapere che “siamo tutti con te” mi fa sentire che questa non è una battaglia personale, ma una voce collettiva di volontari e cittadini che vogliono un sistema di protezione civile più serio e più giusto.

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