Quando si parla di protezione civile, il volontariato è spesso raccontato attraverso le immagini delle emergenze: interventi durante le alluvioni, supporto nelle evacuazioni, assistenza alla popolazione.
Questa immagine è reale, ma è solo una parte del ruolo dei volontari.
Il volontariato di protezione civile non è una risorsa da attivare solo quando accade qualcosa. È una componente stabile del Servizio Nazionale della Protezione Civile e partecipa in modo attivo alla preparazione e alla gestione delle emergenze.
Proprio per questo motivo il volontariato non dovrebbe essere coinvolto solo nella fase operativa, ma anche nella pianificazione.
Il volontariato nel sistema di protezione civile
Il Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018) riconosce il volontariato come una delle componenti fondamentali del Servizio Nazionale.
Le organizzazioni di volontariato operano all’interno del sistema insieme alle istituzioni, alle strutture operative e alla comunità scientifica.
Questo significa che il loro ruolo non si limita agli interventi durante l’emergenza. I volontari partecipano anche alle attività di prevenzione, informazione alla popolazione, esercitazioni e supporto alle amministrazioni locali.
La loro presenza sul territorio rappresenta spesso un punto di forza per il sistema di protezione civile.
Il contributo dei volontari alla pianificazione
La Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2021, che fornisce gli indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile, sottolinea l’importanza della collaborazione tra le diverse componenti del sistema.
Tra queste rientra anche il volontariato organizzato.
Le organizzazioni di volontariato possono offrire un contributo importante alla definizione e all’aggiornamento dei piani comunali di protezione civile. La loro conoscenza del territorio, l’esperienza maturata nelle esercitazioni e negli interventi operativi rappresentano un patrimonio utile per migliorare la pianificazione.
Coinvolgere il volontariato nella pianificazione significa costruire piani più realistici e più aderenti alle condizioni del territorio.
Dalla collaborazione alla responsabilità
Il volontariato di protezione civile non è manodopera gratuita e non può essere considerato un semplice supporto occasionale.
Operare in situazioni di emergenza richiede preparazione, formazione e rispetto delle regole di sicurezza.
I volontari devono essere formati, organizzati e inseriti in un sistema operativo chiaro, nel quale ruoli e responsabilità siano definiti.
Quando questo accade, il volontariato diventa una risorsa preziosa non solo durante l’emergenza, ma anche nella prevenzione e nella preparazione del sistema.
Un sistema che si prepara prima dell’emergenza
La protezione civile più efficace è quella che lavora prima che accada qualcosa.
La pianificazione, le esercitazioni, la formazione e la collaborazione tra istituzioni e volontari rappresentano strumenti fondamentali per preparare il territorio ad affrontare situazioni di rischio.
In questo contesto il volontariato non è un elemento accessorio, ma una parte integrante del sistema.
Coinvolgere i volontari nella pianificazione significa valorizzare le competenze presenti sul territorio e rafforzare la capacità del sistema di protezione civile di prevenire e gestire le emergenze.
Prepararsi insieme
La sicurezza del territorio non dipende da un singolo attore.
È il risultato della collaborazione tra amministrazioni, strutture operative, volontariato e cittadini.
Quando il volontariato viene coinvolto nella pianificazione, la protezione civile diventa davvero un sistema condiviso, capace di prepararsi prima che l’emergenza arrivi.

2 Responses
Invece per i Volontari dei Gruppi Comunali è sempre più sovente intervenire per le “PARATE D’IMMAGINE”, inaugurazioni, corse ciclistiche, partite di pallone, concerti etc etc e il problema è sempre lo stesso, perché in alcuni casi i Volontari sono necessari per tutelare l’integrità delle persone, siano essi attivi, che passivi e allora io dico ai Sindaci, o ai Comandanti delle Pulizie Municipali di distinguere le vere necessità e poi aprire i C.O.C.
Sono assolutamente d’accordo, troppo spesso le nostre divise vengono “esibite” in circostanze che nulla hanno a che vedere con le attività di PC. In particolari situazioni territoriali che rendono le emergenze (fortunatamente) quasi inesistenti si tende a impiegare i volontari in attività che potrebbero benissimo essere espletate da semplici volontari comunali o di altro tipo di associazionismo
La definizione “assistenza alla popolazione” ,nella sua genericita’, apre una serie di possibilità di utilizzo che, dal mio punto di vista, dequalificano i principi costitutivi della PC.
Le continue (e utili) esercitazioni e i tanti corsi formativi senza che tutte le competenze acquisite possano venire messe alla prova sul campo in vere emergenze, consentendo ai volontari di sentirsi veramente utili alle persone, dopo anni, tolgono propulsione motivazionale alla partecipazione di molti di noi.