Quando si parla di protezione civile, il dibattito pubblico si concentra quasi sempre sugli eventi: alluvioni, frane, terremoti, tempeste.
L’attenzione si accende quando accade qualcosa di grave. Poi, con il passare del tempo, l’interesse diminuisce e il tema torna ai margini del dibattito.
Ma questa prospettiva rischia di farci perdere di vista il punto più importante.
Il rischio non è un evento straordinario.
È una condizione strutturale del territorio.
Questo è stato uno dei temi centrali affrontati durante il convegno organizzato da FIDAPA, dove ho avuto l’occasione di riflettere sul modo in cui oggi guardiamo alla protezione civile e alla gestione dei rischi.
Un territorio fragile
L’Italia è un paese caratterizzato da una grande varietà di condizioni geografiche e ambientali.
Montagne, colline, fiumi, coste e aree urbanizzate convivono in uno spazio relativamente ristretto, spesso segnato da fragilità naturali e da trasformazioni avvenute nel corso del tempo.
I dati disponibili mostrano con chiarezza questa situazione: una grande parte dei comuni italiani è esposta a diversi tipi di rischio, in particolare idrogeologico.
Questo significa che il rischio non riguarda solo alcune aree isolate, ma rappresenta una realtà diffusa che coinvolge gran parte del territorio nazionale.
Evento naturale e disastro
Uno degli errori più frequenti nel dibattito pubblico è quello di confondere evento naturale e disastro.
Un evento naturale può essere inevitabile.
Una pioggia intensa, un terremoto o una frana sono fenomeni che fanno parte della dinamica naturale del territorio.
Il disastro, invece, nasce quando queste condizioni incontrano territori fragili, infrastrutture vulnerabili e sistemi di prevenzione insufficienti.
L’evento può essere naturale.
Il disastro quasi mai lo è.
È il risultato dell’incontro tra fenomeni naturali e vulnerabilità del territorio.
Il limite del modello centrato sull’emergenza
Per molti anni la protezione civile è stata raccontata soprattutto attraverso la capacità di intervenire durante le emergenze.
Questo modello ha certamente dimostrato nel tempo una grande capacità operativa, grazie all’impegno delle istituzioni, delle strutture operative e del volontariato.
Ma intervenire bene dopo l’evento non basta.
Un sistema che lavora solo sull’emergenza arriva inevitabilmente quando il problema si è già manifestato.
Per questo motivo il dibattito sulla protezione civile sta progressivamente spostando l’attenzione verso la prevenzione.
La prevenzione come governance del territorio
Parlare di prevenzione non significa semplicemente realizzare opere o aggiornare i piani di protezione civile.
Significa soprattutto cambiare il modo in cui si governa il territorio.
Prevenzione significa conoscenza dei rischi, pianificazione, manutenzione del territorio, informazione ai cittadini e collaborazione tra istituzioni, tecnici e comunità locali.
È un lavoro continuo che richiede visione e responsabilità amministrativa.
La sicurezza del territorio non si costruisce durante l’emergenza.
Si costruisce prima.
Il ruolo delle comunità
La protezione civile non è solo un sistema istituzionale.
È anche una rete di persone, associazioni e comunità che contribuiscono a costruire territori più consapevoli e più preparati.
Il volontariato rappresenta una delle grandi ricchezze del sistema italiano, ma accanto a questo è fondamentale anche il ruolo della cittadinanza.
Una comunità informata sui rischi del proprio territorio è una comunità più capace di affrontare le situazioni di emergenza.
Per questo la prevenzione non riguarda solo le istituzioni, ma coinvolge l’intera società.
Ripensare il modo di parlare di rischio
Se il rischio è una condizione strutturale del territorio, allora anche il modo di affrontarlo deve cambiare.
Non basta aspettare l’emergenza per accendere l’attenzione.
Serve una cultura della prevenzione che metta al centro la conoscenza, la pianificazione e la responsabilità condivisa.
La protezione civile non è solo la gestione del disastro.
È soprattutto la capacità di costruire territori più sicuri e comunità più consapevoli.

2 Responses
Purtroppo molte amministrazioni locali per mancanza di cultura in ambito di Protezione Civile, non investono in prevenzione.
Il volontariato molto spesso non viene ascoltato, i sindaci
in quanto autorità locale di protezione civile dovrebbero frequentare almeno un Corso Base ed anziché delegare a figure interne, spesso incompetenti in materia, dovrebbero avvalersi delle conoscenze ed esperienze del volontariato, ahimé sottoutilizzato e soprattutto non considerato come merita.
Purtroppo molte amministrazioni locali per mancanza di cultura in ambito di Protezione Civile, non investono in prevenzione.
Il volontariato molto spesso non viene ascoltato, i sindaci
in quanto autorità locale di protezione civile dovrebbero frequentare almeno un Corso Base ed anziché delegare a figure interne, spesso incompetenti in materia, dovrebbero avvalersi delle conoscenze ed esperienze del volontariato, ahimé sottoutilizzato e soprattutto non considerato come merita.