La protezione civile non è fatta solo di emergenze. È anche prevenzione, organizzazione, formazione.
Per questo ogni Comune può (e deve) istituire un Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile, composto da cittadini preparati, coordinati e inseriti all’interno di una struttura pubblica.
Un gruppo che opera con disciplina, non improvvisazione.
Una realtà pubblica, non privata
Il Gruppo Comunale nasce su iniziativa dell’amministrazione, con una delibera del Consiglio Comunale e un apposito regolamento.
Ha una sede, un coordinatore operativo e risponde direttamente al Sindaco, che è l’autorità comunale di protezione civile secondo il Codice (D.Lgs. 1/2018).
Non è un’associazione “esterna”: è una struttura operativa del Comune, soggetta alle sue regole e responsabilità.
Cosa fa un Gruppo Comunale
Le attività del Gruppo non si limitano all’emergenza. Anzi, la maggior parte del lavoro si svolge prima:
- partecipa alla redazione del Piano Comunale di Protezione Civile;
- effettua sopralluoghi e monitoraggi durante allerte meteo;
- affianca l’amministrazione in caso di disagi (blackout, maltempo, evacuazioni);
- realizza incontri informativi per cittadini, scuole, famiglie;
- partecipa a esercitazioni e giornate di addestramento.
In alcuni casi, può essere coinvolto in eventi di rilevante impatto locale, come feste, cortei o manifestazioni affollate.
In queste occasioni, opera solo su richiesta del Comune, con compiti specificamente autorizzati, come:
- orientamento delle persone;
- supporto informativo;
- presidio non operativo di aree di attesa.
Non svolge mai compiti di sicurezza, viabilità o soccorso, che restano esclusiva delle autorità competenti.
Alcuni gruppi possono specializzarsi (montaggio tende, telecomunicazioni, prevenzione incendi), ma solo se formati e autorizzati, nel rispetto delle normative.
Chi può aderire
Possono partecipare:
- cittadini italiani o stranieri in regola con il permesso di soggiorno;
- anche minorenni, con l’autorizzazione dei genitori e incarichi adeguati all’età e alla formazione.
Dopo un corso base e un periodo di prova (di solito 6 mesi), si diventa volontari effettivi, con:
- dispositivi di protezione individuale (DPI);
- copertura assicurativa;
- assegnazione a compiti chiari.
Il Sindaco ha un ruolo chiave
Il Sindaco è garante del funzionamento del Gruppo, e ha precisi compiti:
- istituire il Gruppo e approvare il regolamento;
- nominare il coordinatore operativo dei volontari (scelto dall’assemblea interna);
- assicurare formazione, DPI, mezzi e spazi;
- iscrivere il Gruppo al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) e all’Elenco territoriale del volontariato di protezione civile;
- gestire direttamente i fondi, le attrezzature e le donazioni, che restano beni pubblici.
Ogni Comune può avere un solo Gruppo Comunale.
Una struttura prevista per legge
La presenza del Gruppo è oggi parte integrante della funzione pubblica di protezione civile.
Il D.Lgs. 1/2018 ha infatti recepito quanto già previsto dal DL 95/2012, dichiarando la protezione civile una funzione fondamentale dei Comuni.
Oltre al gruppo di volontari, ogni Comune deve dotarsi di una struttura comunale di protezione civile – un vero servizio pubblico, con personale, ruoli, funzioni e una chiara gestione interna.
Il volontariato resta centrale, ma non è sufficiente da solo.
La Direttiva del 22 dicembre 2022, attuativa dell’art. 35 del Codice, ha chiarito che:
- il coordinatore operativo dei volontari è scelto dai volontari stessi con criteri democratici;
- non può essere un amministratore locale, né un dipendente del Comune se lavora proprio nella struttura di protezione civile;
- il Comune deve nominare un referente amministrativo, che si occupi di atti, fondi, mezzi e relazione con gli enti esterni;
- i Comuni possono adattare lo schema tipo nazionale, ma motivando eventuali differenze in base alle caratteristiche del proprio territorio.
In pratica, la gestione del gruppo deve essere seria, trasparente e responsabile, con una chiara distinzione tra chi fa volontariato e chi rappresenta l’ente pubblico.
Una scelta di responsabilità e futuro
Il Gruppo Comunale non è una lista di volontari da attivare “quando serve”.
È una squadra strutturata, una presenza continua, una rete di cittadini formati e consapevoli.
Dove è curato e valorizzato, diventa un presidio prezioso per il territorio. Dove è trascurato o improvvisato, si perde un’occasione concreta per tutelare la propria comunità.
Investire in un Gruppo Comunale significa fare prevenzione.
Significa avere persone pronte prima dell’emergenza.
Significa credere in una protezione civile seria, moderna, vicina alla gente.
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2 Responses
Molto chiaro nell’esposizione… Ma un gruppo intrrcomunale ha la stessa impostazione?
Ti ringrazio per la domanda, è molto pertinente. A livello nazionale il Codice della Protezione Civile (D. Lgs. 1/2018) prevede che i Comuni possano organizzarsi singolarmente oppure in forma associata per gestire le attività di protezione civile. I gruppi intercomunali si costituiscono attraverso una convenzione tra i Comuni interessati, approvata dai rispettivi Consigli comunali. La convenzione definisce la governance, l’organizzazione operativa, il coordinamento e la gestione delle risorse. È importante sottolineare che, anche in presenza di un gruppo intercomunale, ogni Sindaco mantiene comunque pienamente il proprio ruolo di autorità di protezione civile sul territorio del proprio Comune. L’assetto organizzativo condiviso deve inoltre essere recepito nel piano di emergenza intercomunale, che va aggiornato in coerenza con la convenzione. Le modalità operative e organizzative possono variare in base alla normativa regionale di riferimento.