Prima delle sigle e dei colori, ci sono le persone. In questi giorni mi hanno scritto volontari, amministratori, tecnici. Non per lamentarsi, ma per dire: “siamo pronti a fare la nostra parte, se il sistema ci mette nelle condizioni di farla bene.” È qui che ricomincia il volontariato: nella fiducia, alimentata da scelte semplici e chiare.

L’ultimo articolo ha aperto una conversazione enorme: oltre 150.000 letture, 652 condivisioni e centinaia di messaggi da tutta Italia. Il numero non è la notizia; lo sono le storie. Quando la Protezione Civile resta schiacciata tra burocrazia senza regia, ruoli confusi e retorica al posto della sostanza, la motivazione si consuma. Eppure quella fiamma non si è spenta: si chiama desiderio di essere utili. Va protetta — con organizzazione, rispetto, strumenti.

Nota di metodo — Fuori dalla politica, dentro le istituzioni

Questo percorso non è contro qualcuno né di qualcuno: è un lavoro istituzionale. La Protezione Civile, per legge, è un sistema che unisce Stato, Regioni, Comuni e volontariato organizzato. Le correzioni che servono passano da atti amministrativi chiari: convenzioni aggiornate, standard minimi condivisi, regole applicate in modo omogeneo, strumenti digitali che semplificano.

Cosa abbiamo imparato dalle vostre voci

  • La PC non è “tappabuchi”: serve impiego corretto e coerente con le competenze.
  • Senza regia e standard comuni, ogni gruppo resta un’isola.
  • La formazione non è un orpello: chi non è addestrato, non va in scenario.
  • Dopo ogni evento servono lezioni apprese: senza debriefing si ripetono gli stessi errori.
  • Dove c’è organizzazione (molti citano ANA come buona pratica), il volontariato cresce, giovani inclusi.

Dieci impegni per cambiare rotta

  1. Regia unica a livello ATOO/Regione: protocolli standard, catena di comando chiara, calendario di esercitazioni interoperabili.
  2. Stop agli usi impropri: convenzioni riscritte; la PC non copre servizi d’ordine o mansioni estranee. Vigilanza effettiva.
  3. Formazione di ruolo: profili, addestramento tracciato, simulatori e campi scuola; senza formazione non si opera.
  4. DPI, mezzi e rimborsi garantiti: kit minimi a carico degli enti, rimborsi entro 30 giorni, assicurazioni e sorveglianza sanitaria standard.
  5. Registro competenze: tasking basato su ciò che si sa fare, non su appartenenze.
  6. Debriefing obbligatorio: report di “lezioni apprese” entro 90 giorni da eventi/esercitazioni e correzioni conseguenti.
  7. Finanziamenti trasparenti: criteri legati ad addestramento, prevenzione, risultati verificabili.
  8. Volontariato di presidio: monitoraggi argini e frane, scuole, cittadinanza attiva; coinvolgere anche i nuovi italiani nei loro luoghi di comunità.
  9. Riconoscimenti utili: agevolazioni locali, badge digitale di servizio, visite mediche di base.
  10. Comunicazione onesta: meno eroismo, più dati, più rendicontazione pubblica.

Il passo concreto

Auspico l’apertura di un Tavolo operativo permanente con Regione/ATOO, coordinamenti, Comuni, Dipartimento e reti associative per aggiornare convenzioni, standard minimi, criteri di finanziamento e calendario addestrativo. Non servono slogan: servono atti semplici, verificabili, firmabili.

Il mio ruolo

Mi considero il megafono del territorio: raccolgo voci, dati, proposte e le porto a chi ha il potere normale di decidere e mettere in pratica ciò che la base chiede da tempo. Il volontariato italiano non è in crisi: sta aspettando di essere rimesso al centro. Io continuerò a far arrivare queste istanze dove possono diventare decisioni.

Ripartiamo dalla concretezza: meno allarme, più presidio.

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4 Responses

  1. Penso che sia tutto corretto quello che chiedi è la base per avere una PC sempre all’ altezza del compito.

    • Non è così scontato Maurizio. Condivodo con te che la formazione e la preparazione continua sono la base per una protezione civile efficace. Non si improvvisa nulla: serve metodo, costanza e la consapevolezza che dietro ogni emergenza c’è un lavoro quotidiano di prevenzione.

    • Grazie Tony, lo spero anche io. Tutto quello che stiamo facendo ha senso solo se porta benefici concreti ai volontari, che sono il cuore del sistema. Continuerò a impegnarmi perché questo accada davvero.

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