(perché è nato il D.Lgs. 1/2018 e perché ci chiama a guardare avanti)

Negli ultimi decenni la protezione civile italiana ha dimostrato grandi capacità di intervento nelle emergenze.
Ma la storia del nostro sistema ci insegna anche che per troppo tempo si è lavorato più per necessità che per visione, più nella gestione dell’evento che nella sua prevenzione.
La Legge 225 del 1992 fu un passaggio fondamentale: istituì il Servizio Nazionale della Protezione Civile e definì i primi ruoli chiave. Ma il contesto rimaneva centrato sull’emergenza.

Oggi, però, il quadro è cambiato. L’aumento degli eventi estremi, la crescente fragilità dei territori e l’evoluzione della governance richiedono una protezione civile che sappia anticipare i rischi e costruire resilienza.
In questa logica nasce il Decreto Legislativo 1/2018, il “Codice della Protezione Civile”: non solo per riordinare la normativa esistente, ma per dare una nuova direzione al sistema.

Un Codice che guarda avanti

Il D.Lgs. 1/2018 ha armonizzato una normativa che negli anni si era fatta frammentaria.
Ma la sua vera forza sta nell’aver spinto verso una protezione civile orientata alla mitigazione del rischio.
I quattro momenti classici della protezione civile – previsione, prevenzione, gestione dell’emergenza e superamento dell’emergenza – non sono nuovi.
La vera innovazione è l’aver rafforzato il concetto di prevenzione, distinguendo con più chiarezza tra prevenzione strutturale (opere e interventi) e non strutturale (conoscenza del territorio, pianificazione, formazione, cultura della prevenzione).
Il messaggio è chiaro: non basta più essere pronti a rispondere, bisogna lavorare ogni giorno per ridurre i rischi.

Ruoli più chiari, governance più forte

Il Codice ha ridefinito con maggiore chiarezza la catena di responsabilità.
Se il Sindaco rimane autorità di protezione civile sul territorio comunale, oggi anche il Presidente della Regione è formalmente autorità di protezione civile.
Questo passaggio rafforza il ruolo delle Regioni, fondamentali per garantire coerenza tra la pianificazione locale e quella regionale e nazionale.

Volontariato e gruppi comunali: una cornice più chiara

Il D.Lgs. 1/2018 ha anche contribuito a rendere più chiara e omogenea la cornice normativa dei gruppi comunali di protezione civile.
Questi gruppi, già previsti e integrati nella pianificazione comunale, trovano ora un quadro di riferimento più uniforme a livello nazionale, che ne valorizza il ruolo e ne chiarisce il contributo operativo nel sistema locale.
A supporto, è stato inoltre introdotto un modello di regolamento tipo, che aiuta i Comuni ad adottare criteri più omogenei per la loro costituzione e gestione.

La vera sfida: costruire una protezione civile di prevenzione

Oggi la vera sfida non è più solo gestire bene l’emergenza, ma lavorare sulla prevenzione e sulla costruzione di comunità resilienti.
La pianificazione deve partire dall’analisi del rischio e della fragilità del territorio, non solo dalla risposta all’evento.
È nella mitigazione del rischio, nella riduzione delle vulnerabilità, che si gioca oggi la partita più importante.

Molti Piani comunali sono ancora centrati solo sulla risposta.
Troppo spesso la prevenzione è vista come un costo, non come un investimento.
E il coinvolgimento delle comunità, che dovrebbe essere elemento chiave, è ancora troppo limitato.

Come ci ha insegnato Giuseppe Zamberletti, la protezione civile deve essere sistema di conoscenza, prevenzione e responsabilità condivisa.
Quella visione oggi è più attuale che mai.

Con questo percorso, voglio contribuire a far comprendere meglio lo spirito e i contenuti del Codice, per accompagnare chi legge a scoprire passo dopo passo i suoi strumenti e quelle pratiche fondamentali che ancora oggi devono diventare cultura condivisa.
Perché senza cultura, consapevolezza, educazione alla prevenzione, nessuna norma da sola può bastare.
E se vogliamo davvero costruire una protezione civile capace di affrontare le sfide di oggi e di domani, è da qui che dobbiamo partire.

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2 Responses

  1. Ottimo articolo.

    Marco Fassero
    Ex Presidente del Coordinamento Regionale del Volontariato di Protezione Civile del Piemonte.

    • Grazie Marco, il tuo apprezzamento mi fa molto piacere.
      Proprio perché il D.Lgs. 1/2018 è uno strumento importante ma ancora poco conosciuto e spesso poco applicato, credo sia fondamentale continuare a fare chiarezza e a diffondere cultura su questi temi.
      Il contributo di chi ha esperienza sul campo, come te, è prezioso per costruire quella consapevolezza che ancora manca a molti.
      Ti aspetto volentieri anche sui prossimi approfondimenti!

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