Attivare non significa semplicemente chiamare

Quando si parla di volontari di protezione civile, molti pensano a persone che arrivano con una chiamata al volo o un messaggio veloce. Ma attivare un volontario non è una questione di buona volontà o disponibilità personale: è un atto formale, previsto dalla legge, che comporta responsabilità precise per chi attiva e per chi viene attivato. Non è un gesto simbolico, ma una procedura con valore giuridico, operativo e amministrativo.

Cosa dice la legge sull’attivazione

Il riferimento normativo è il Decreto Legislativo 1/2018, in particolare l’articolo 39, che stabilisce che i volontari possono operare solo se attivati da un’autorità competente. Questo significa che l’attivazione può avvenire esclusivamente da parte del Sindaco per gli eventi a livello comunale, dal Presidente della Regione per quelli regionali o dal Dipartimento nazionale per le emergenze di rilievo nazionale. Nessun altro può decidere formalmente di attivare un’organizzazione di volontariato. Senza questo passaggio, il volontario non è riconosciuto nel sistema e non gode delle tutele previste.

Cosa comporta l’attivazione

L’attivazione garantisce al volontario la copertura assicurativa solo per il periodo di effettivo impiego. Gli dà diritto all’uso dei dispositivi di protezione individuale, lo inserisce all’interno di una catena di comando chiara e gli consente di operare in sicurezza. Allo stesso tempo, l’amministrazione che attiva assume la responsabilità di garantire il corretto svolgimento delle attività. È una scelta che tutela tutti, a partire dal volontario – cittadino formato e iscritto – che si mette a disposizione dopo aver completato almeno il corso base previsto dalla normativa.

Non solo emergenze: la prevenzione è parte integrante

L’attivazione non è legata esclusivamente a situazioni di emergenza. I volontari possono essere coinvolti anche per attività di prevenzione, tra cui il monitoraggio del territorio, l’aggiornamento del piano comunale di protezione civile, le esercitazioni, le attività formative rivolte ai volontari e alla cittadinanza, e le campagne informative. Anche in questi casi è necessario predisporre un atto scritto – semplice ma formale – che indichi chi attiva, chi viene attivato, per quale attività, dove e per quanto tempo. Agire secondo le regole non è un limite, ma una garanzia di efficienza e sicurezza.

Quando serve attivare anche il COC

Il Centro Operativo Comunale (COC) non va attivato per ogni attività, ma è obbligatorio in caso di emergenza o quando un evento ha un impatto rilevante sul territorio. È il caso di manifestazioni con grande afflusso di persone, dove si intrecciano problematiche legate a sicurezza, viabilità e assistenza sanitaria. In questi casi, l’attivazione dei volontari deve essere accompagnata dall’attivazione del COC, che rappresenta la cabina di regia comunale. Non si parla di una semplice festa locale, ma di eventi complessi che richiedono una gestione strutturata.

Come si attiva concretamente un volontario

L’attivazione deve sempre essere formalizzata con un documento scritto. Può essere una determina, una nota o una comunicazione interna, ma deve indicare con chiarezza: chi attiva, chi viene attivato, per quale finalità, in quale luogo, con quale durata e con quale numero di volontari. In alcune Regioni esistono piattaforme digitali per registrare l’attivazione. È solo da quel momento che scattano le tutele assicurative e la copertura normativa.

Attivare bene significa proteggere tutti

Attivare un volontario nel modo corretto significa rispettare il suo ruolo, valorizzarne l’impegno e tutelarlo durante l’azione. Allo stesso tempo, significa operare con responsabilità da parte dell’amministrazione, evitando improvvisazioni e assumendo il controllo delle situazioni. La protezione civile non è un gesto spontaneo: è un sistema pubblico che funziona solo se tutti rispettano le regole. Farlo bene è un dovere, non una scelta.

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8 Responses

    • Grazie Gilberto! Sapere che chi sta “dentro” alla protezione civile si ritrova in quello che ho scritto è la conferma che la strada è quella giusta. Continuiamo così, con passione e responsabilità.

    • Per attivazione di volontari per “informazione, campagne informative a cittadini/scuole, formazione e incontri con enti/autorità” andrebbe bene una semplice determina o comunicazione scritta (per gruppi comunali-sindaco/coordinatore) o atto scritto (associazioni-presidente/coordinatore) dove non si indica l’emergenza ma la semplice attività in corso…giusto per aver la copertura assicurativa e l’autorizzazione scritta ad indossare la divisa e guidare mezzi e utilizzare il materiale e attrezzature. Sembra semplice la cosa quanto semplice è schiacciarsi un dito per aprire un tavolo pieghevole e gazebo portati in piazza durante la fiera per far promozione ed informazione a volte viene passato come “semplice attività” ove nessuno attiva formalmente ma con un semplice messaggio o a voce. O sbaglio? A quanti sarà capitato, ..mi sembra invece tanto semplice compilare un modulo con firma dei partecipanti almeno dichiara che si è svolta attività di Protezione Civile e tutti siamo a posto con attivazione formale per semplici attività…
      Poi ogni comune/provincia/regione/associazione ha il proprio modus che a volte per burocrazia non viene eseguito correttamente penalizzando così il volontario…

      • Grazie Nicola per il tuo commento, che tocca un punto molto concreto.
        Hai ragione: anche le attività non emergenziali – come le campagne informative, la formazione o le semplici presenze in piazza – richiedono comunque un atto scritto di attivazione. Non è burocrazia fine a sé stessa, ma la garanzia di assicurazione, autorizzazione all’uso di divise, mezzi e attrezzature, e soprattutto la tutela del volontario e dell’ente che lo attiva.
        Il problema, come evidenzi bene, è che oggi manca uniformità: ogni Comune o associazione ha procedure diverse e spesso questo complica la vita dei volontari, che invece dovrebbero essere messi nelle condizioni di operare con chiarezza e semplicità.
        La sfida è proprio questa: avere regole semplici ma uguali per tutti, che permettano di svolgere anche le attività più ordinarie con la stessa serietà e sicurezza con cui si affronta l’emergenza.

  1. Ottime indicazioni sulla corretta attivazione del volontario formato e descrizione delle responsabilità del Sindaco

    • Grazie Elena! Era proprio questo l’obiettivo: far capire che il volontariato non può essere improvvisato, e che i Sindaci hanno un ruolo preciso, non solo formale. Mi fa piacere che sia arrivato il messaggio.

  2. Salve,sono 7 anni che sono Protezione Civile io e mia moglie e posso dire che e stata una scelta straordinaria,concordo con tutte le riflessioni fatte.
    Ci troviamo a Marcianise CE

    • Grazie Gennaro, leggere parole come le tue mi dà forza.
      Sapere che da sette anni tu e tua moglie siete parte attiva della Protezione Civile e che vi riconoscete in quello che ho scritto è per me una conferma importante.
      Il volontariato fatto con serietà, come il vostro, è la vera colonna portante del sistema.
      Un saluto grande a voi e a tutta Marcianise! Avanti così, con passione e consapevolezza.

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