Il volontario non è un vigile: la legge parla chiaro

Sempre più spesso durante le gare ciclistiche vediamo volontari della Protezione Civile collocati agli incroci, intenti a gestire il traffico. Ma questa pratica, purtroppo diffusa, è priva di qualsiasi fondamento giuridico. La normativa è molto chiara: nessuna legge autorizza i sindaci o le amministrazioni locali a conferire ai volontari compiti di regolazione del traffico o l’utilizzo della paletta.

La circolare del Dipartimento della Protezione Civile n. 32320 del 24 giugno 2016 ha precisato che il volontariato può essere attivato esclusivamente per scopi connessi alle finalità di protezione civile, e non per attività di regolazione della viabilità. Il messaggio è stato ribadito con forza nella successiva circolare n. 45427 del 6 agosto 2018: i volontari non possono svolgere alcuna funzione che implichi responsabilità sulla sicurezza stradale o che possa confondere i cittadini circa il loro ruolo.

La figura dell’ASA: unico soggetto abilitato a intervenire durante le gare

Per le manifestazioni sportive su strada è stata istituita la figura dell’Addetto alla Segnalazione Aggiuntiva (ASA), come previsto da provvedimenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta di personale formato e abilitato attraverso specifici corsi, in possesso di requisiti precisi (patente, maggiore età, assenza di pendenze penali) e autorizzato a utilizzare una paletta differente da quella delle forze di polizia.

Gli ASA possono segnalare il passaggio della carovana ciclistica e chiudere temporaneamente un tratto di strada, ma non svolgere funzioni di regolazione permanente del traffico. In ogni caso, la loro attività è limitata al solo svolgimento della manifestazione e deve avvenire nel rispetto delle distanze e delle modalità previste dalla normativa.

Uso della paletta: un errore che può costare caro

L’art. 24 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/1992) stabilisce in modo tassativo le caratteristiche e le dimensioni del segnale distintivo usato dagli agenti. L’uso non autorizzato può configurare vari reati: abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), uso abusivo di segni distintivi veri (art. 471 c.p.), uso di segni contraffatti (art. 497-ter c.p.), usurpazione di titoli o onori (art. 498 c.p.).

Anche la semplice detenzione su veicoli di corpi o associazioni di una paletta simile a quella ufficiale può comportare sanzioni e sequestri. La circolare del Ministero dell’Interno del 17 marzo 2006 ha chiarito che sono vietati anche i segni distintivi che simulano la funzione di quelli autentici, anche se non li riproducono fedelmente.

Cosa possono fare davvero i volontari nelle gare ciclistiche

I volontari possono essere impiegati per funzioni di supporto organizzativo: assistenza nei punti di ristoro, comunicazione logistica, informazione al pubblico, accompagnamento ai parcheggi. Non possono fermare veicoli, non possono dirigere flussi di traffico, né tantomeno assumere atteggiamenti che possano farli apparire come pubblici ufficiali.

È fondamentale distinguere il ruolo del volontariato da quello delle forze preposte alla sicurezza stradale: chi assegna impropriamente compiti di viabilità a un volontario – sindaco compreso – lo espone a rischi personali, penali e assicurativi. Serve rispetto per la legge, ma anche per il volontariato stesso, che va valorizzato per quello che è, non strumentalizzato per coprire mancanze strutturali.

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12 Responses

    • Hai ragione Jolanda, i volontari non sono sceriffi, né devono esserlo.
      La loro forza sta nella presenza concreta, nella competenza, nell’aiuto vero. Ma sempre nel rispetto dei ruoli, senza confusione o improvvisazione.
      Grazie per il tuo commento diretto e verissimo.

    • Ti ringrazio Emilio!
      Il mio obiettivo è proprio quello di dare strumenti, riferimenti e chiarezza normativa a chi è sul campo e vuole fare bene, ma nel rispetto dei ruoli e delle regole.

    • Grazie Emilio!
      Sono felice che il messaggio sia arrivato chiaro: è il momento di smettere di improvvisare e iniziare a rispettare davvero ruoli, regole e volontari.

  1. Perché invece quando passa il giro d’Italia i volontari di protezione civile bloccano il traffico? Come sempre in Italia 2 pesi e 2 misure per fare comodo a qualcuno.

    • Hai ragione a notare la disparità, Graziano, ma in realtà la normativa prevede che il sindaco possa attivare il volontariato per eventi di rilevante impatto locale. Nulla lo vieta, se l’attivazione è corretta.
      Detto questo, è bene ricordare che anche in questi casi i volontari non possono occuparsi della viabilità, perché non rientra nelle loro competenze. Possono supportare, informare, assistere – ma non fermare auto o dirigere il traffico, nemmeno se attivati.
      Ed è proprio qui che serve chiarezza: non tutto ciò che si fa per consuetudine è legittimo.

  2. Giustissimo. I comuni devono smetterla di usare i volontari. Assumano Vigili o chiedano l’aggregazione . Il volontario non è un tappabuchi.

    • Hai centrato il punto. I Comuni non possono continuare ad affidarsi al volontariato per colmare mancanze di personale o responsabilità organizzative.
      Il volontario non è un tappabuchi, ma una figura che va rispettata, attivata con criteri precisi e valorizzata nel ruolo che la legge gli assegna. Serve un cambio di approccio, non scorciatoie.

  3. È anche questa prevenzione se ci si mette in un incrocio a segnalare l’arrivo della corsa e niente di più .

    • Hai ragione, Claudio. Anche il presidio di un incrocio è prevenzione. È proprio questo il punto: anche i compiti apparentemente “semplici” devono essere svolti con consapevolezza, formazione e le giuste tutele. La sicurezza nasce dai dettagli, non dai titoli.

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