Simboli e strumenti: non tutto può essere usato da chiunque

Durante eventi pubblici o manifestazioni, si vedono spesso volontari della Protezione Civile impugnare palette o indossare elementi che imitano quelli delle forze dell’ordine. Ma la normativa è chiara: non è ammesso alcun uso, anche parziale o simbolico, di palette, contrassegni o abbigliamento che possa indurre in errore i cittadini.

L’art. 12 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) definisce chi può svolgere compiti di polizia stradale: forze dell’ordine, polizie locali, militari con funzioni specifiche, personale autorizzato. Nessun volontario, nemmeno se attivato da un Comune, può assumere quel ruolo.

Il Regolamento e la paletta ufficiale: uso riservato e sanzionato

L’art. 24 del Regolamento di esecuzione al Codice della Strada (DPR 495/1992) disciplina la “paletta” – ovvero il segnale distintivo – definendone forma, colore e dimensioni. Solo chi è autorizzato per legge alla prevenzione e accertamento delle violazioni può usarla. È uno strumento di potere pubblico, e come tale è soggetto a tutele e restrizioni.

L’uso improprio della paletta può portare a reati gravi:

  • Art. 497-ter c.p. (uso di segni distintivi contraffatti): reclusione da 1 a 4 anni;
  • Art. 471 c.p. (uso abusivo di sigilli o strumenti veri);
  • Art. 323 c.p. (abuso d’ufficio);
  • Art. 498 c.p. (usurpazione di titoli o onori): sanzione amministrativa da 154 a 929 euro.

Secondo la circolare del Ministero dell’Interno del 17 marzo 2006, anche palette non identiche ma simili – per forma, colore, funzione – sono vietate. Se possono trarre in inganno i cittadini, costituiscono violazione.

Nessun sindaco può autorizzare i volontari a usare palette

È importante ricordare che neppure i sindaci, con ordinanze o regolamenti, possono legittimare usi impropri. Non esiste alcuna norma che conferisca agli amministratori locali il potere di autorizzare volontari all’uso della paletta o ad assumere ruoli di polizia stradale. Provvedimenti di questo tipo sono giuridicamente nulli.

Richiamare l’art. 7 del Codice della Strada, ad esempio, non legittima nulla se non si ha un titolo specifico di legge che abiliti alla funzione.

Cosa può usare un volontario per segnalare?

I volontari possono e devono essere visibili. È corretto e doveroso indossare abiti ad alta visibilità conformi alla normativa (UNI EN 471, Decreto 9 giugno 1995). Possono usare bandierine rosse, drappi, torce o altri strumenti che aiutino la comunicazione visiva senza sconfinare nel ruolo di pubblici ufficiali.

È anche possibile, dove necessario, studiare strumenti alternativi che non imitino le palette ufficiali: ad esempio, oggetti segnaletici con forme diverse, pittogrammi chiari ma non istituzionali, pannelli mobili. In ogni caso, ciò che conta è non trarre in inganno l’utenza della strada.

Essere visibili, non essere autorità

Il volontario non è un pubblico ufficiale. È un incaricato di pubblico servizio che deve operare sempre nel rispetto della legge e dei limiti di ruolo. Usare strumenti riservati ad altri corpi istituzionali significa assumersi rischi legali ingiustificati e creare confusione tra i cittadini.

La credibilità della Protezione Civile passa anche dalla coerenza con le regole: più si rispettano i limiti, più si rafforza la legittimità e l’autorevolezza di chi è sul campo per aiutare davvero.

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5 Responses

  1. Sono pienamente d’accordo su quanto pubblicato effettivamente esiste un uso indiscriminato e abusivo delle palette distintive da parte di associazioni varie.

    • Grazie Claudio per il tuo contributo.
      Hai centrato il punto: l’uso improprio delle palette può creare confusione, minare la credibilità del volontariato e generare rischi legali.
      Serve rispetto dei ruoli e della normativa, anche per tutelare chi opera sul campo con impegno e correttezza.
      Continuiamo a fare chiarezza, per un sistema più serio, autorevole e sicuro per tutti.

  2. Ciaoo Chiara ritorno sempre sui Sindaci in prims e poi sul ruolo del Capo Squadra ho visto io di persona che volontari e anche altre persone usavano queste famose palette in servizio allora mi chiedo e posso capire che nuovi Sindaci eletti da poco sanno veramente poco di P.C. per mancanza di formazione ma i Capi Squadra sono veramente formati se fanno questi errori e come usate i lampeggianti sui mezzi di P.C. altro punto dolente….e qui mi fermo.

    • Grazie Roberto, hai sollevato un punto centrale.
      Spesso si scarica tutto sui volontari, ma la responsabilità è sempre degli amministratori e dei coordinatori. Se mancano formazione, regole chiare e supervisione, è lì che il sistema mostra le sue fragilità.
      Serve una cultura del ruolo, non l’improvvisazione. Anche sull’uso dei lampeggianti c’è tanta confusione, e purtroppo poca voglia di affrontare il problema con serietà.
      Continuiamo a parlarne: solo così possiamo cambiare davvero le cose.

  3. Buona giornata
    Ho letto con attezione e condivido in TOTO quanto affermato in rlazione all’uso di palette. La mia è un’Associazione composta da Carabinieri in congedo, familiari e simpatizzanti (Volontari Capitano Ultimo Sezione di Sora). Non ho MAI consetito l’uso delle palette, utilizzando in sostituzione una bacchetta luminosa, a volte anche lampeggiante, per fini di sicurezza. La paletta, viene utilizzata solo ed esclusivamente, nei servizi ASA da volontari abilitati, solo per il tempo strettamente necessario, con la casacca gialla “scorta tecnica”.
    Siamo anche iscritti all’elenco regionale di Protezione Civile e quando svolgiamo servizi di Safety in eventi e manifestazione, non utilizziamo iscritti o loghi riconducibili alla Protezione Civile Nazionale, Tutti i volontari (o quasi) sono in possesso di Attezione di formazione quale operatore Safety, rilasciata dalla scuola Italiana di Protezione Civile. In relazione ai compiti dei Volontari, che non sono volontari di Protezione Civile, possono effettuare servizi ai varchi per assistenza alla popolazione e la segnalazione di limitazioni o divieti imposti da ordinanze, sempre in occasione di eventi o manifestazioni,? Ringrazio e saluto

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