Il mio lavoro e il mio pensiero non nascono contro qualcuno, né contro ciò che oggi esiste.
Nascono dalla consapevolezza che i sistemi, a un certo punto della storia, devono evolvere.
Le commissioni, i tavoli e le rappresentanze del volontariato svolgono un ruolo importante: portano istanze, bisogni, criticità. Questo ruolo non è in discussione.
Ma oggi non siamo più solo davanti a un tema di rappresentanza.
Siamo davanti a un cambiamento strutturale del contesto.
Il territorio è più fragile, i rischi sono aumentati, la complessità è cresciuta.
Continuare a ragionare solo sull’emergenza, o limitarsi all’applicazione puntuale della norma, non è più sufficiente.
Quello che sto portando avanti non è un singolo progetto e non è una posizione contro qualcuno.
È il tentativo di rimettere la protezione civile e il volontariato dentro una visione di sistema, in cui prevenzione, formazione, presidio del territorio ed emergenza non siano compartimenti separati, ma parti integrate dello stesso modello.
È un passaggio simile a quello che, a suo tempo, fece Zamberletti:
non si limitò a migliorare ciò che esisteva, ma ebbe il coraggio di immaginare un sistema nuovo perché il contesto lo richiedeva.
Oggi siamo in una fase analoga.
Non per ideologia, ma per necessità.
Il mio lavoro parte dalla norma, perché la norma è il punto di partenza obbligato.
Ma fermarsi alla norma non basta più.
Serve una visione capace di guardare al futuro, al territorio, ai giovani e alla prevenzione come investimento strutturale e culturale, non come elemento accessorio da attivare solo quando serve.
Questo lavoro non nasce per sostituire ruoli o rappresentanze, ma per rafforzare, con una visione di sistema, l’integrazione tra prevenzione, presidio del territorio ed emergenza.
Non si tratta di togliere spazio a qualcuno.
Si tratta di aprire una strada, perché il contesto di oggi lo impone.
Emergenza e prevenzione non possono più essere trattate come due modelli separati.
O il sistema evolve, oppure continueremo a rincorrere l’emergenza per sempre.
Io ho scelto di lavorare sull’evoluzione.
Non sto costruendo un gruppo, né chiedendo adesioni formali.
Sto costruendo una linea di lavoro fondata su alcuni elementi chiave:
- prevenzione come parte ordinaria della protezione civile
- presidio del territorio come responsabilità condivisa
- continuità e competenza, non interventi episodici
Non sto togliendo spazio al volontariato.
Lo sto rimettendo dentro una visione di sistema, più matura e coerente con i rischi di oggi.
Questa è la direzione.
Io continuo a lavorare su contenuti, analisi ed esperienze che vanno in questa rotta.
Chi opera con serietà su questi temi sa riconoscere il percorso.
Non è una scelta ideologica.
È una necessità.

4 Responses
…… a un certo punto della storia, devono evolvere.
Come si fa, per fare evolvere la “testa” di alcune presone???????
Qualunque tema venga loro prospettato, “loro” non cambiano idea e vanno avanti per la loro strada.
Devo confermare, allora, ciò che diceva Albert Einstein ” Solo gli stupidi non cambiano idea”
Una legge fatta bene che affianca il volontariato. Una legge che non fa a scarica barili ma che tocca direttamente Sindaci,Amministratori, U.T.C. comunali, e Volontariato di Protezione Civile. Controllo del territorio dove il volontariato può affiancare l’ufficio tecnico comunale, i carabinieri forestali dove pattugliare e guardare durante il periodo estivo dove si fa anche AIB, avere COC idonei per fare si che tutto funzioni. Si Chiara come dici va bene EVOLVERE e nello stesso tempo potenziare il volontariato. Potenziare Evolvere in modo che il volontariato abbia più campo libero e non più potere, dove il controllo abbia un riscontro finale positivo quasi nero su bianco se non proprio così. Il controllo l’evoluzione non si deve fermare a d un ringraziamento tipo: (Va bene grazie per il vostro impegno per il vostro controllo) quello che viene fatto deve rimanere un vero e proprio campanello d’allarme. Evoluzione che deve dare spinta anche hai giovani di dare loro un motivo in più. Evoluzione deve essere anche questo motivare i giovani.Evolvere a fare si di dare qualcosa e non aspettare che arrivi un emergenza. Troviamo una formula giusta una legge fatta bene per l’evoluzione del sistema di protezione civile. Grazie.
ecco i giovani . Avete notato che i nostri gruppi di protezione civile sono sempre più poveri di giovani fascia 20-40 e invece nelle emergenze ci sono moltissimi giovani che si presentano e lavorano ? perché si allontanano da un sistema più o meno organizzato e tutelato ?
Credo che il crescere come volontario di protezione civile serva sia a gli altri ma soprattutto a noi.. vista anche l età di parecchi volontari me compreso ciao