Ci dicono che la CO₂ è il nemico numero uno. È la causa dei cambiamenti climatici, degli eventi estremi, delle emergenze ambientali. E per ridurla dobbiamo eliminare le auto a benzina e diesel entro il 2035.

Ma mentre i cittadini devono cambiare auto, affrontare bollette sempre più alte e adattarsi a regole sempre più restrittive, l’Europa investe miliardi nel riarmo. Carri armati, navi da guerra, aerei militari. Tutti rigorosamente alimentati a gasolio. E qui nessuno parla di emissioni.

Se la CO₂ è il problema, perché un’auto inquina e un carro armato no?

Ma non finisce qui. Se davvero il problema fosse la CO₂, perché nessuno parla dell’inquinamento generato dall’industria pesante, dal trasporto marittimo e dall’aviazione commerciale? Le navi da crociera bruciano enormi quantità di carburante, gli aerei non hanno alternative elettriche, le fabbriche continuano a funzionare con fonti fossili. Eppure, la priorità è solo l’auto del cittadino.

E cosa dire della produzione di batterie per i veicoli elettrici? Molti componenti vengono prodotti in paesi che usano ancora il carbone come principale fonte energetica. Quindi stiamo davvero riducendo le emissioni globali, o le stiamo solo spostando altrove?

Nel frattempo, l’Italia ha l’energia più cara d’Europa: 108 euro per megawattora, contro i 78 della Germania e i 58 della Francia. Gli obiettivi del Green Deal si allontanano, perché le emissioni calano troppo poco e la dipendenza dai combustibili fossili è ancora alta.

E mentre ci dicono che la CO₂ è la priorità assoluta, la tutela del territorio viene sacrificata. Gli eventi estremi colpiscono sempre più spesso, ma i fondi per la prevenzione restano insufficienti. Anche se ogni euro investito nella sicurezza ne risparmia sette in emergenza.

La verità è che la transizione energetica non significa solo auto elettriche. Esistono tante fonti di energia, tante soluzioni possibili. Ma invece di investire in un mix equilibrato, si punta tutto su un’unica strada, mentre altrove si continua a bruciare gasolio senza problemi.

Se ci sono miliardi per il riarmo, dovrebbero esserci anche per un’energia accessibile, diversificata e sostenibile. Perché il futuro non si costruisce con slogan e imposizioni, ma con scelte coerenti e realiste.

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4 Responses

  1. Concordo al 100%, rigo per rigo. Concetti da diffondere per fare ragionare anche si lascia indottrinare dai media senza fare ragionare il cervello. Brava !

    • Grazie Mariano! È proprio questo il punto: ci vengono imposti sacrifici in nome della CO₂, mentre altrove si continua a inquinare senza alcun problema. Non è una questione di essere contro la transizione ecologica, ma di chiedere coerenza e realismo. Bisogna smettere di accettare verità calate dall’alto senza un confronto vero sui dati e sulle alternative. Continuiamo a far ragionare la gente!

  2. Che dire siamo in un periodo strano che voglio definire del “guazzabuglio”,
    dove le cose vengono dette tanto per dire e passano nella piena indifferenza del quotidiano!
    Si è capito che l’elettrico, spacciato come “Green”, è una scempiaggine, che ha provocato e continua a provocare, per la totale mancanza d’impegno morale a tutti i livelli, gravi danni sia ai territori, sfruttati per l’estrazione delle risorse (litio), sia alla salute delle popolazioni e sia all’ambiente, per l’impatto provocato dall’industria del litio a riguardo delle emissioni di anidride carbonica, che variano a seconda della singola tonnellata di litio estratto.
    Condivido in pieno quanto scritto da Chiara nel suo articolo e non sto qui ad approfondire le varie tematiche in quanto avremo modo e tempo per affrontarle di persona; però voglio aggiungere qualcosa: possiamo fidarci di chi si riempie continuamente la bocca ricordando che andremo incontro sempre più a eventi naturali estremi, determinati dall’effetto serra, senza però preoccuparsi di fare qualche cosa di intelligente e di preventivo in fase pianificatoria o di chi rammenta spesso che potremmo incocciare nella terza guerra mondiale senza però fare nulla per evitare questo rischio?Certamente “questi qualcuno” non hanno cuore né la sicurezza dei territori né la salvaguardia delle popolazioni.
    Per tali ragioni non dovremmo fidarci di chi ci propina il falso “Green” per salvare il mondo!

  3. Hai centrato il punto. Ci stanno imponendo un modello ‘Green’ che di verde ha ben poco, mentre evitano accuratamente di parlare delle conseguenze reali: dall’impatto ambientale dell’estrazione delle materie prime fino alla totale mancanza di un piano concreto per la sicurezza energetica e territoriale. La verità è che non si tratta di sostenibilità, ma di imposizioni ideologiche senza una visione strategica. E intanto, mentre ci dicono di preoccuparci per la CO₂, si continua a ignorare la vera prevenzione e le scelte che potrebbero davvero fare la differenza. Svegliarsi ora non è più un’opzione, è una necessità.

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