Oggi, 22 marzo, celebriamo la Giornata Mondiale dell’Acqua. Ma qui nel Vicentino non solo piove ovunque: sta anche nevicando, fino ai 1.200 metri. E allora mi chiedo: ha ancora senso parlare di emergenza siccità senza guardare davvero la realtà?
Il cambiamento c’è, inutile negarlo. Ma continuare a usare lo stesso schema di lettura del passato non serve più. I ghiacciai si ritirano? Sì. Ma il clima sta cambiando forma, tempi e dinamiche. Non possiamo pretendere che tutto resti com’era. Oggi servono strumenti nuovi e visioni nuove.
Nel 2024, ottobre è stato il mese più piovoso degli ultimi trent’anni in Veneto (dato ARPAV). Questo non vuol dire che non ci siano problemi, ma che il problema non è solo “piove poco”, quanto “non sappiamo cosa fare quando piove troppo”.
Facciamo bacini per contenere le alluvioni, ma non per trattenere l’acqua nei momenti di bisogno. Sprechiamo il 42% dell’acqua potabile in reti colabrodo. E intanto continuiamo a essere il Paese con il più alto consumo pro capite d’Europa.
C’è chi parla di risorse finite, ma non dice che l’acqua la perdiamo prima ancora di usarla. C’è chi invoca la tutela del bene più prezioso, ma dimentica che le alluvioni non si formano per mancanza d’acqua.
Non possiamo più limitarci a una narrativa comoda e parziale. Serve concretezza. Serve una gestione moderna. Serve dire le cose come stanno.
Io non vendo catastrofi. Io voglio soluzioni. E chi conosce il territorio, chi ci lavora da anni, oggi deve alzare la voce. Perché di acqua ce n’è. Quello che manca, spesso, è la visione.
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4 Responses
Siamo sempre alle solite.
L’incapacità dei politici nel gestire le cose, tentano di nasconderla raccontando frottole alla popolazione
Lorenzo, condivido il tuo disincanto. Troppo spesso si usano parole per coprire l’incapacità di affrontare davvero i problemi. Io credo serva verità, competenza e una nuova narrazione, fatta di soluzioni e non solo di proclami. La gente è stanca di frottole, e ha bisogno di riferimenti chiari e concreti. E io ci sto mettendo la faccia proprio per questo.
Non solo la politica, certo che ha le sue grandi responsabilità, ma anche il comportamento di tutti noi che aspettiamo sempre che siano gli altri a “risolvere” i problemi… la cosidetta responsabilità sociale
Hai perfettamente ragione, Gigi. La responsabilità sociale è una componente fondamentale che spesso viene dimenticata. Non possiamo continuare ad aspettare che “qualcun altro” risolva i problemi al posto nostro. La politica deve fare la sua parte, ma serve anche un cambio culturale in ciascuno di noi: consapevolezza, partecipazione e coraggio nel dire le cose come stanno.